Atti del congresso

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Gaby Taub
Assistente sociale, Corrispondente terriotriale per Parigi presso la Difensore dei Bambini, Segretaria generale dell’IPSCAN

Originaire de New York, Gaby Taub, MSW, fait ses études à Columbia University avant de s’installer en France. Sa carrière se déroule dans le domaine de la protection de l’enfance où elle travaille d’abord comme clinicienne et superviseur, ensuite comme cadre et enseignante. En sa capacité de formatrice et consultante, elle participe à l’élaboration du premier diplôme universitaire français en protection de l’enfance ainsi qu’à la mise en place de nombreuses formations professionnelles, aussi bien en France qu’à l’étranger. Depuis la création en 2000 d’un  Défenseur des Enfants (Children’s Ombudsman) en France elle se consacre, en tant que Correspondante Territoriale pour Paris auprès de cette institution, à la promotion des droits de l’enfant. Membre fondateur et administrateur de l’AFIREM (Association Française pour l’Information et la Recherche sur l’Enfance Maltraitée), elle a été pendant de nombreuses années la rédactrice en chef de la revue professionnelle, « Les Cahiers de l’AFIREM ». Elle est actuellement Secrétaire de l’ISPCAN (International Society for the Prevention of Child Abuse and Neglect).

Prendere la Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino sul serio: l’esperienza della Francia

Riassunto

La signora Gaby Taub dà inizio alla sua conferenza con una presentazione della propria persona: “sono nata e cresciuta a New York, abito dal 1970 a Parigi, dove lavoro come terapeuta familiare, supervisore e amministratrice per quanto riguarda la prevenzione e la protezione dell’infanzia. In quanto formatrice e consulente, ho partecipato all’elaborazione del primo programma universitario francese che porta al raggiungimento di un diploma in “protezione dell’infanzia”. Attualmente lavoro nel campo dei diritti del bambino come delegata parigina del Difensore dei Bambini. Sono uno dei membri fondatori dell’associazione francese di informazione e ricerca sull’ infanzia maltrattata, sono stata per molti anni la redattrice della rivista professionale “Les Cahiers de l’AFIREM”. Attualmente sono segretaria generale dell’ IPSCAN (International Society for the Prevention of Child Abuse and Neglect).” La finalità di questa presentazione è di mostrare quali siano le sue preoccupazioni nei confronti dei bambini, come definiti dalla Convenzione dei Diritti del Bambino ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Durante la conferenza la signora Taub racconta dell’interessante esperienza francese del Difensore dei bambini: la sua nascita, la sua storia, la sua struttura, la sua missione, di alcuni dei programmi, come pure del suo epilogo. Presentando alcuni esempi relativi al lavoro del Difensore dei bambini, Gaby Taub, racconta del programma chiamato Giovani Ambasciatori che aveva quale scopo la presa di coscienza da parte dei bambini dei loro diritti. I Giovani Ambasciatori (ragazzi tra i 18 ed i 25 anni che effettuavano un anno di servizio civile) sono stati formati in maniera tale da poter sensibilizzare 28’057 bambini nel 2010.

Discorso completo

Signor Presidente,

Signora Direttrice,

Gentili invitati,

Amici e colleghi,

 

È un onore e un privilegio per me rivolgermi a voi oggi.

 

Nel tempo che mi è concesso, vorrei parlarvi dell’istituzione del Difensore dei Bambini in Francia, perché questa esperienza possa essere fatta anche in altri paesi: la sua storia, la sua missione, la sua struttura, il bilancio delle sue attività ed un punto di vista attuale sul suo futuro.

 

Ma prima, tuttavia, vorrei presentarmi brevemente. Sono nata e cresciuta a New York, abito dal 1970 a Parigi, dove lavoro come terapeuta familiare, supervisore e amministratrice per quanto riguarda la prevenzione e la protezione dell’infanzia. In quanto formatrice e consulente, ho partecipato all’elaborazione del primo programma universitario francese che porta al raggiungimento di un diploma in “protezione dell’infanzia”. Attualmente lavoro nel campo dei diritti del bambino come delegata parigina del Difensore dei Bambini.

 

Sono uno dei membri fondatori dell’associazione francese di informazione e ricerca sull’ infanzia maltrattata, sono stata per molti anni la redattrice della rivista professionale “Les Cahiers de l’AFIREM”. Attualmente sono segretaria generale dell’ IPSCAN (International Society for the Prevention of Child Abuse and Neglect).

 

Non è per vantarmi che vi racconto il mio percorso, ma piuttosto per mostrarvi fino a che punto condividiamo le stesse preoccupazioni. In quanto personale che lavora nel campo della protezione dell’infanzia nel mondo, siamo tutti profondamente preoccupati per il problema del maltrattamento infantile e per i modi di proteggere i bambini da ogni forma di violenza. Ognuno di noi dedica molto del suo tempo e delle sue energie per la prevenzione dei maltrattamenti fisici e psicologici, degli abusi sessuali, della negligenza e dello sfruttamento dei bambini.

 

In questo percorso siamo aiutati dalla Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino, poiché essa esige il rispetto dell’integrità e la dignità del bambino, la Convenzione mette l’accento non solo sulla sopravvivenza, ma anche sulla protezione, lo sviluppo e la partecipazione del bambino. In questo contesto, la violenza comprende tutte le forme di maltrattamento. La Convenzione riconosce che:

 

  • Le differenti forme di maltrattamento sono legate tra di loro e si rafforzano una con l’altra

 

  • La violenza mette in pericolo la sopravvivenza, lo sviluppo e la qualità di vita del bambino

 

  • La violenza è inaccettabile

 

  • La violenza è un attacco all’integrità e alla dignità del bambino

 

Citando le parole di Carol Bellamy, “La Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino non è solo un documento visionario. Vediamo ogni giorno che la convenzione è uno strumento che funziona e la sua utilità si può notare nella sua applicazione quotidiana nei diversi Paesi del mondo, nella politica, nella pratica e nel diritto.”

 

Infatti, la difesa dei diritti del bambino ha la potenzialità di ridurre la violenza nei confronti dei bambini e di sostenere la loro capacità a far fronte alla violenza e a superarla.

 

Ora, nel momento in cui ovunque in Francia e nel mondo si sta preparando la giornata internazionale dei diritti del bambino, ho il dispiacere di informarvi che il 15 marzo del 2011 il parlamento francese ha definitivamente adottato un progetto di legge che sopprime l’istituzione del Difensore dei bambini, creato dalla legge il 6 marzo del 2000 in quanto autorità indipendente incaricata di difendere e di promuovere i diritti dei bambini e delegando le sue missioni a un nuovo difensore dei diritti.

 

Il progetto legge crea il Difensore dei diritti, nuova autorità che riunisce quattro unità che fino ad ora erano separate l’una dall’altra: il Mediatore della Repubblica, l’Alta Autorità della Lotta Contro la Discriminazione e per l’Uguaglianza, la Commissione Nazionale della Deontologia della Sicurezza e il Difensore dei Bambini.

 

Il nuovo Difensore dei diritti, il signor Dominique Baudis, è stato nominato dal Consiglio dei Ministri, su proposta della Repubblica. Sarà affiancato da ausiliari e colleghi nei tre campi di competenza della deontologia della sicurezza, della lotta contro le discriminazioni e della difesa dei bambini.

 

Il governo ha anche preso la decisione di sopprimere un’autorità indipendente dalla Repubblica, che si faceva carico della difesa e della promozione dei diritti del bambino, il cui lavoro è stato riconosciuto in Francia e all’estero. La signora Dominique Versini, Difensore dei bambini dal maggio 2006, ha dovuto abbandonare le sue funzioni a metà mandato.

 

Storia

 

Alla sua nascita, il ruolo del difensore dei bambini era di far rispettare in Francia la Convenzione Internazionale dei Diritti dei Bambini, adottata dall’ ONU il 20 novembre 1989 e ratificata dalla Francia nel luglio 1990, e di far sentire la voce dei bambini e degli adolescenti.

L’istituzione non riceveva istruzioni da nessun ministero, da nessuna amministrazione e da nessuna istituzione pubblica o privata.

 

Il Difensore dei bambini era nominato per un periodo di sei anni, non rinnovabile e alla prima Difensore dei bambini, Claire Brisset, è seguita Dominique Versini.

 

Creando questa autorità indipendente, il Governo francese ed il Parlamento segnalavano l’innegabile importanza accordata ai diritti del bambino e si impegnavano per far si che questi diritti venissero rispettati.

 

Missioni:

 

Le missioni del Difensore dei bambini erano:

 

  1. Ricevere le segnalazioni delle persone che credevano che i diritti dei bambini non fossero rispettati
  2. Identificare i malfunzionamenti collettivi e porvi rimedio proponendo delle modifiche di testi legislativi o di regolamento
  3. Assicurare l’informazione sui diritti del bambino e far riconoscere le azioni intraprese dall’Istituzione, in particolare attraverso il rapporto annuale e agli avvisi espressi dal Difensore dei bambini.

 

Potevano appellarsi al Difensore dei bambini tutti i giovani che avevano meno di diciotto anni, i loro genitori o i loro rappresentanti legali e le associazioni di utilità pubblica riconosciute. Il Difensore poteva anche auto appellarsi. Poteva essere contattato direttamente e unicamente per iscritto, tramite posta elettronica o tradizionale.

 

Il Difensore dei bambini non si sostituiva alle strutture legali o sociali specializzate nella protezione dell’infanzia. Interveniva quando le procedure ed i sistemi normali si dimostravano inefficaci o non adatti. Non poteva intervenire in una procedura giudiziaria, ne contestare una decisione giudiziaria. Il suo ruolo era di invitare le parti in causa a prendere in considerazione delle nuove prospettive, delle alternative.

 

 

Struttura:

 

L’azione del difensore dei bambini si appoggiava sulle competenze di una squadra di giuristi, assistenti sociali, psicologi e altri collaboratori che assicuravano la comunicazione e l’amministrazione dell’Istituzione. Parallelamente, una rete di corrispondenti territoriali contribuivano alla missione del Difensore dei bambini, sia per quanto riguarda i casi individuali che per quanto riguarda le problematiche collettive. Inoltre, assicuravano la promozione e l’informazione sui diritti dei bambini. Un comitato di consultazione riuniva delle persone la cui esperienza e le cui competenze permettevano di assistere il Difensore nelle sue riflessioni e si riuniva due volte all’anno. Infine, un comitato di consultazione composto da dodici giovani di provenienze geografiche e sociologiche diverse si riuniva due volte all’anno, con lo scopo di far conoscere all’Istituzione i centri di interesse e le preoccupazioni dei giovani.

 

L’istituzione riceveva circa 1200 nuovi casi ogni anno, di cui la metà venivano risolti.

 

Esempio di una presa a carico:

 

Permettetemi di illustrarvi un esempio di presa a carico.

 

I bambini isolati e stranieri sono dei bambini che non dispongono di un adulto titolare della loro autorità parentale suscettibile di proteggerli sul territorio francese, essi devono dunque essere oggetto di una protezione specifica.

 

Inizialmente, l’accoglienza fisica di questi bambini è assicurata, in un primo tempo, dalla procedura di assistenza educativa, su decisione di un procuratore della repubblica di emergenza o del giudice dei bambini che affida provvisoriamente il giovane ai servizi di aiuto sociale per l’infanzia. In ogni caso, il Difensore dei bambini è regolarmente informato dei casi nei quali il consiglio generale non ha messo in atto l’accoglienza effettiva malgrado la decisione giudiziaria.

 

Sady, 16 anni, un giovane richiedente d’asilo senza assistenza

 

Il Difensore dei bambini è stato informato dal suo corrispondente territoriale della situazione di Sady, un adolescente di sedici anni isolato, straniero e richiedente d’asilo, che era stato affidato dal Procuratore della Repubblica al servizio di aiuto sociale per l’infanzia del Consiglio Generale.

 

Lo stato di salute di questo giovane assistito ha richiesto la sua ospedalizzazione per alcune settimane. Una volta che la sua salute è migliorata, i medici che lavorano nel centro ospedaliero hanno sollecitato il consiglio generale affinché potesse occuparsi nuovamente del giovane, conformemente alla decisione del Procuratore della Repubblica.

 

Il Consiglio Generale ha rifiutato di applicare questa decisione, poiché non c’era più posto disponibile nel dipartimento. I medici sollecitarono allora l’aiuto del Difensore dei bambini, per permettere al giovane di uscire dall’ospedale.

 

Il Difensore dei bambini si è rivolto al Presidente del Consiglio Generale per sapere se, nell’interesse del giovane, era possibile trovare una soluzione. Il Difensore suggerì la possibilità di sollecitare un posto per l‘adolescente in una struttura di accoglienza specifica per i minorenni richiedenti d’asilo. Il Presidente del Consiglio Generale ha allora chiesto ai suoi servizi di prendere contatto con un’infrastruttura simile. La procedura di ammissione ha potuto così avere luogo e Sady è stato accolto in un centro nel quale il personale professionista l’ha accompagnato durante la sua richiesta d’asilo e nella costruzione di un progetto professionale. Il Consiglio Generale continua a prendere parzialmente in carico il giovane (vestiti, paghetta,…).

 

Giovani Ambasciatori:

 

L’ultima Difensore dei bambini, Dominique Versini, ha voluto portare la Convenzione Internazionale direttamente ai bambini e ha messo l’accento sulla presa di coscienza dei bambini sul loro statuto di soggetti di diritto.

 

Un sondaggio promosso dall’UNICEF nel 2007 mostra che il 25% dei giovani tra i 15 e i 18 anni in Francia, non avevano mai sentito parlare della Convenzione, nonostante il fatto che i diritti dell’uomo e i diritti del bambino in particolare figurano nel programma scolastico francese.

 

L’Istituzione ha lanciato dunque un programma di Giovani Ambasciatori difensori dei bambini, la squadra comprendeva dei giovani tra i 18 ed i 25 anni che avevano deciso di effettuare un anno di servizio civile. Erano formati dal Difensore dei bambini per divulgare l’informazione a proposito della Convenzione e dei diritti del bambino nell’ambito delle scuole, dei centri ricreativi e delle istituzioni specializzate.

 

La formazione dei Giovani Ambasciatori comprendeva:

  1. Una formazione iniziale di dieci settimane basata sulla Convenzione, il Difensore dei bambini, la metodologia e l’organizzazione, gli strumenti pedagogici.
  2. Una formazione continua durante tutto l’anno di lavoro
  3. Un “tutoring”
  4. Una formazione specifica sulla gestione delle parole inquietanti

 

Nel 2010, i 32 Ambasciatori hanno sensibilizzato 28 057 bambini in tutta la Francia

Ogni intervento nelle scuole è costituito da tre tappe:

  1. Un incontro con l’équipe pedagogica che ha come obiettivo di presentare il programma e di adattarlo ai bisogni specifici dei giovani di ogni istituto
  2. Durante la prima seduta in ogni classe, i Giovani Ambasciatori si basano su una presentazione Power Point concernente la convenzione internazionale dei diritti dei bambini e dell’Istituzione del Difensore dei bambini
  3. La seconda seduta con la stessa classe consiste in un’attività pedagogica (gioco di ruoli, spettacolo di marionette, gioco di società, ecc.) basata su un diritto in particolare. Questo diritto viene scelto precedentemente con l’aiuto dell’équipe pedagogica o in funzione delle preferenze dei bambini durante la prima seduta.

 

Un esempio: il diritto alla protezione

 

L’articolo 19 della convenzione afferma che:

  1. Gli stati parti, adottano ogni misura amministrativa, legislativa, sociale ed educativa per tutelare il bambino contro ogni forma di violenza, di oltraggio o brutalità fisiche o mentali, di abbandono o di negligenza, di maltrattamenti o di sfruttamento, compresa la violenza sessuale, per tutto il tempo in cui il bambino è affidato ad uno od all’altro od entrambi i genitori, al suo tutore legale o ogni altra persona che abbia il suo affidamento.
  2. Queste misure di protezione comporteranno, in caso di necessità, procedure efficaci per la creazione di programmi sociali, finalizzati a fornire l’appoggio necessario al bambino e a coloro ai quali egli è affidato, nonché per altre forme di prevenzione e a fini dell’individuazione del rapporto, dell’arbitrato dell’inchiesta, di trattamento e dei seguiti da dare ai casi di maltrattamento del bambino di cui sopra e includeranno altresì, se necessario, procedure d’intervento giudiziario.

 

Un approccio centrato sui diritti del bambino mette l’accento sul fatto che dei bambini che hanno subito dei maltrattamenti o delle negligenze sono dei soggetti di diritto e non delle vittime che necessitano di assistenza.

 

La seconda seduta dei Giovani Ambasciatori con una classe può essere un modo per sensibilizzare i bambini all’articolo 19.

 

Qui di seguito un esempio di intervento basato sull’articolo 19.

 

  • L’informazione si basa sul fatto che la Convenzione riconosce il diritto del bambino di essere protetto contro ogni forma di violenza
  • I Giovani Ambasciatori spiegano che la violenza può assumere molte forme: i bambini-soldato, i bambini in esilio, i bambini schiavi, i bambini che lavorano, i bambini maltrattati o che sono vittime di negligenza
  • Definiscono il maltrattamento e la negligenza e portano i ragazzi a riflettere su ciò che può condurre gli adulti a maltrattare o a negligere i bambini.
  • Ci si chiede, “chi protegge i bambini?” i genitori, la legislazione della protezione dell’infanzia… e “cosa significa maltrattamento e negligenza?”
  • Tutte le forme di violenza vengono discusse – maltrattamento e negligenza in famiglia, bambini vittime di conflitti coniugali violenza nell’ambito scolastico, violenza nelle istituzioni (centri giovanili, colonie di vacanza, case per bambini, ecc.), violenza al di fuori della famiglia (abusi sessuali, molestie, racket…) violenza psicologica (umiliazioni, abuso d’autorità), violenze su internet, ecc.

 

In seguito, viene chiesto agli allievi di lavorare in gruppi suddivisi per tema, con un portavoce per ognuno di questi gruppi. I rapporti dei gruppi fanno nascere riflessioni su:

 

  • Cosa è accettabile e cos’è inaccettabile?
  • Il fatto che i bambini provino spesso un sentimento di colpa e di responsabilità
  • Il fatto che i bambini abbiano spesso la tendenza a proteggere il loro aggressore
  • L’affermazione che i bambini hanno il diritto di essere protetti
  • Quali sono i modi a disposizione dei bambini per aiutarsi tra di loro?

 

Ci si chiede con chi parlarne:

  • Gli amici
  • Gli insegnanti
  • L’infermeria scolastica
  • Il numero verde

 

E ci si chiede anche quali sono le forme d’aiuto alle quali i bambini possono affidarsi

  • Un aiuto per loro stessi
  • Un aiuto per le loro famiglie
  • Un aiuto per gli adulti che si occupano di loro

 

Prospettive:

 

Riassumendo, il programma dei Giovani Ambasciatori è un programma innovativo, che ha cominciato a ricevere dei riconoscimenti ufficiali. Sempre più spesso le scuole chiedono di poter lavorare in collaborazione con i Giovani Ambasciatori. Le scuole, i centri giovanili e le istituzioni specializzate che hanno accolto i Giovani Ambasciatori s’interessano molto alla promozione dei diritti del bambino.

 

Guardiamo ora il bilancio dell’attività del Difensore dei bambini dal 2006 al 2011: considerando i ricorsi pubblici dei diritti del bambino, legati ai cambiamenti della società e dalle restrizioni dei diritti dei bambini stranieri e dei bambini autori di reato.

 

 Incarichi di trattamento delle denunce

 

Più di 25'500 bambini sono stati oggetto di una denuncia presso il Difensore dei bambini negli undici anni, di cui 14'379 durante gli ultimi 5 anni (cifre relative alla fine di aprile 2011).

Incarichi di promozione dei diritti del bambino

 

La creazione del programma “Giovani Ambasciatori del Difensore dei bambini” ha permesso a 150 giovani che stavano effettuando il servizio civile, di sensibilizzare più di 110'000 bambini in cinque anni, su tutto il territorio francese.

 

L’Istituzione del Difensore dei bambini contribuisce a portare la parola dei bambini ai più alti livelli statali

 

Nel 2009, è stata realizzata una consultazione nazionale, che dava la possibilità agli allievi delle scuole medie e dei licei di esprimere il proprio parere su dieci argomenti che li riguardavano (famiglia, educazione, discriminazione, violenze, giustizia, handicap, salute, espressione e partecipazione,…). Le loro 200 proposizioni, riunite in un libro d’ro della parola dei giovani e destinato al Presidente della Repubblica al Parlamento, sono state rese pubbliche alla Sorbona il 20 novembre 2009.

 

European Network o Ombudspeople for Children

 

Dominique Versini ha assicurato la presidenza della rete europea dei 35 Difensori dei bambini. Questi Difensori dei bambini si sono riuniti in Assemblea Generale a Parigi nel settembre del 2009 per scambiarsi le loro esperienze in materia di rispetto dei diritti del bambino, in presenza del Consiglio dell’Europa e della Commissione Europea.

 

Mandato di raccomandazioni legislative, di regolamento e di politiche pubbliche

 

Il Difensore dei bambini a sviluppato un’importante attività di raccomandazione attraverso delle proposte di modifiche legislative e di avvisi su numerosi progetti di legge concernenti i bambini. Il bilancio degli ultimi cinque anni mostra che dal 2006, i poteri pubblici hanno accettato di riprendere alcune delle nostre raccomandazioni concernenti l’ambiente nel quale vivono i bambini e, in particolare, alle nuove configurazioni familiari a proposito delle quali abbiamo riflettuto molto, grazie alle denunce che ci sono state inoltrate.

 

Abbiamo proposto di creare uno statuto di terzi che hanno condiviso o che condividono la vita di un bambino e hanno dei legami affettivi forti con esso. Questo statuto è stato ripreso dal Governo sotto forma di progetto di legge e in seguito bloccato dall’assemblea nazionale. Ne risulta un vuoto giuridico sulla natura dei legami con bambini cresciuti in famiglie omoparentali come pure, sebbene in minor misura, con famiglie allargate e ricomposte con genitori acquisiti o cogenitori.

 

Abbiamo pure studiato in maniera approfondita come di ridurre gli effetti negativi sui bambini che hanno subito una separazione conflittuale dei genitori. Ci siamo ispirati al modello svedese. Un progetto di legge prevede di sperimentare il ricorso obbligatorio, precedente alla mediazione familiare, prima di qualsiasi intervento giudiziario nelle questioni familiari.

Abbiamo lavorato molto anche sulla problematica inquietante degli adolescenti che soffrono, raccomandando di sviluppare le case per adolescenti e di creare delle squadre mobili di pedopsichiatria. Ciò è stato ripreso con successo nel piano di salute dei giovani 2008. Il numero di case per adolescenti è passato dalle 18 del 2007 alle attuali 68. Parallelamente sono state formate 10 squadre di pedopsichiatria.

Per quanto riguarda i bambini portatori di handicap, nonostante la legge del 2005 sugli handicap abbia rappresentato un grande passo avanti e abbia permesso un aumento importante del numero di bambini handicappati inseriti nella realtà scolastica, la presa a carico effettiva di questi bambini resta un percorso difficoltoso negli ambienti scolastici non specializzati. Non abbiamo smesso di far notare la mancanza di ausigli di vita scolastica e della mancanza estrema di centri adatti ai bambini gravemente handicappati o autistici.

 

È difficile non sottolineare le carenze di certe politiche pubbliche a riguardo delle denunce del Comitato dei diritti del bambino delle Nazioni Unite nel suo ultimo rapporto in data del giugno 2009.

 

Nessun passo avanti è stato notato per quanto riguarda l’obiettivo di riduzione del 30% della povertà da oggi al 2012, nonostante due milioni di bambini vivano in famiglie i cui introiti finanziari sono inferiori alla soglia minima di povertà. La mancanza di appartamenti sussidiati rende di fatto inapplicabile il diritto all’alloggio (droit au logement opposable), uno dei grandi passi avanti nel campo legislativo nel 2007.

 

Per quanto riguarda i bambini stranieri, non abbiamo smesso di intervenire nei loro confronti, poiché rappresentano il 17% delle prese a carico dell’Istituzione. Ora, l’ultimo progetto di legge sull’immigrazione, l’integrazione e la nazionalità, fa trapelare un’inquietudine a proposito dei rischi di mancato rispetto dei diritti fondamentali , già costatati su molti bambini stranieri.

 

La giustizia dei minori è oggetto di molteplici riforme dal 2004. Esse dimostrano una volontà di rimettere in causa i grandi principi di priorità educativi, di specializzazione degli attori e dell’attenuazione della responsabilità a proposito delle minoranze. Non possiamo che rimpiangere il fatto che l’evoluzione della politica penale per i minorenni s’iscriva in una rinuncia delle indispensabili azioni di prevenzione e in una volontà di penalizzare i genitori, senza accompagnarli nel loro ruolo educativo.

 

Infine, facciamo un resoconto attuale sul futuro del Difensore dei bambini: un’autorità indipendente riqualificata e aggiunta al Difensore dei diritti

 

La legge pubblicata il 30 marzo del 2011 prevede che il Difensore dei diritti assorbirà gli incarichi del mediatore della Repubblica, l’Alta Autorità per la lotta contro le discriminazioni e per l’uguaglianza, la Commissione Nazionale della deontologia della sicurezza e del Difensore dei bambini, causando di fatto la soppressione di queste quattro autorità indipendenti.

 

Grazie alle azioni informative realizzate dalle squadre del Difensore dei bambini e indirizzate ai parlamentari, il legislatore ha ristabilito nella legge relativa al Difensore dei diritti, l’integrità dei mandati di difesa e di promozione dei diritti del bambino, come pure la presentazione di un rapporto annuale inerente i diritti del bambino in occasione della giornata internazionale dei diritti del bambino.

 

Possiamo rimpiangere il fatto che il vice Difensore dei bambini, la signora Marie Derain, non disponga di attribuzioni proprie, ciò che la relega al ruolo di subalterna.

 

Ci dispiace soprattutto che il vice Difensore dei bambini non possa essere contattato direttamente dai bambini e dalle loro famiglie, nonostante il Comitato dei diritti del bambino delle Nazioni Unite raccomandi insistentemente, ai Paesi firmatari, la creazione di un’Istituzione indipendente per i bambino o di un vice, con le competenze previste dalla legge, direttamente visibile e accessibile ai bambini.

 

Possiamo inoltre considerare come un passo indietro per i bambini e le loro famiglie il fatto di aver eliminato la possibilità di presa a carico da parte di associazioni che non sono dichiarate da almeno cinque anni e che non hanno esplicitamente dichiarato nel loro statuto l’obiettivo di difendere i diritti dei bambini.

 

Riassumendo, consideriamo la soppressione del Difensore dei bambini con la formula messa in atto dal governo come un passo indietro per quanto riguarda la protezione dei diritti fondamentali dei bambini. Questo provvedimento inoltre va contro le raccomandazioni del Comitato dei diritti del bambino delle Nazioni Unite che, nel suo rapporto del 22 giugno del 2009, ha chiesto al governo francese di “continuare a rafforzare il ruolo del Difensore dei bambini”.

 

Vorrei terminare con qualche parola su Janusz Korczak, uno dei pionieri nel campo dei diritti del bambino.

 

Prima della sua morte, avvenuta a Treblinka nel 1942, assieme ai 200 orfani che aveva cercato invano di proteggere, Janusz Korczak scriveva in « Le droit d’un enfant au respect », “il diritto di un bambino al rispetto” (nostra traduzione), « Respecter les minutes du temps présent… Respecter chaque minute qui passe, car elle mourra et ne reviendra plus jamais…Permettez à l’enfant de jouir avec confiance de la joie d’une nouvelle journée. » “Rispettare i minuti del presente… rispettare ogni minuto che passa, poiché ogni minuto morirà, e non ritornerà mai più… permettete al bambino di gioire con fiducia della gioia di un nuovo giorno.”

 

Quando ha scritto queste prole, Korczak non sapeva che qualche anno dopo si sarebbe trovato prigioniero nel ghetto di Varsavia, dove avrebbe continuato a militare in favore del rispetto dovuto ai bambini.

 

Non è una coincidenza che vent’anni dopo l’adozione da parte dell’ONU della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, la Polonia abbia dato il via al progetto di una Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino. Ci sono voluti dieci anni – dal 1979 al 1989 – per far si che la Convenzione diventasse una realtà. Dieci anni di sforzi, di esitazioni, di dubbi. Dieci anni per sconfiggere lo scetticismo degli uni, l’ostilità di altri. Dieci anni di un’intensa lotta diplomatica, che ha portato infine, il 20 novembre 1989 a New York, all’adozione della Convenzione.

 

Per la prima volta nella storia, il bambino era al centro del diritto internazionale.

 

Il testo è un trattato, e per natura, è destinato a guidare la direzione del diritto internazionale. In Francia, come nella maggior parte delle nazioni, resta ancora molto da fare in questo campo.

Ma, il tempo stringe.

 

Come diceva la poetessa cilena Gabriela Mistral:

 

« Nous sommes coupables de nombreuses fautes et erreurs,

Mais l’abandon des enfants constitue le pire de nos crimes,

Négliger la source de la vie.

Beaucoup de choses dont nous avons besoin peuvent attendre.

Pour l’enfant rien ne peut attendre,

Tout se joue maintenant.

Ses os sont en train de se former, Son sang est en train de se constituer,

Et ses sens sont en plein éveil.

A lui on ne peut pas dire, « Demain »,

Son nom est, « Aujourd’hui ». »

 

“Siamo colpevoli di numerosi sbagli ed errori,

ma l’abbandono dei bambini costituisce il peggiore dei nostri crimini,

essere negligenti nei confronti della fonte della vita.

Molte delle cose delle quali abbiamo bisogno possono aspettare.

Per il bambino niente può aspettare,

tutto si svolge adesso.

Le sue ossa si stanno formando, il suo sangue si sta costituendo,

i suoi sensi sono in pieno risveglio.

A lui non possiamo dire, “domani”,

il suo nome è, “oggi”.

 (nostra traduzione).

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