Atti del congresso

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Ueli Niderberger
Ueli Niederberger
Docente

Ueli Niederberger ist Lehrer mit Arbeitserfahrung in der Schweiz wie auch in Schweden. Weiterbildung in Psychologie mit Schwerpunkt Entwicklungspsychologie. Er ist seit 2007 in Kontakt mit dem bekannten dänischen Familientherapeuten und Autoren Jesper Juul und mit Übersetzungsarbeiten und internen Artikeln zur Verbreitung von Jesper Juuls Werk beigetragen. Ueli Niederberger hat sich bei Jesper Juul weitergebildet und aktiv zur Gründung von familylab.ch beigetragen. Familylab ist eine von Jesper Juul gegründete Organisation, die sich weltweit für die Unterstützung, Beratung und Kompetenzentwicklung von Eltern und Schulen einsetzt.

Il bambino è competente! Relazioni all’insegna del rispetto e della stima

Riassunto

A mio parere, non è possibile individuare un chiaro confine tra la genitorialità che abusa e che non abusa. Non vi è alcun dubbio che alcuni comportamenti ben definiti, come la violenza fisica o verbale, sono dannosi per lo sviluppo del bambino, ma ci sono molti altri comportamenti che possono essere molto più sottili, ma hanno tuttavia un effetto simile sul bambino.

Discorso completo

A mio parere, non è possibile individuare un chiaro confine tra la genitorialità che abusa e che non abusa. Non vi è alcun dubbio che alcuni comportamenti ben definiti, come la violenza fisica o verbale, sono dannosi per lo sviluppo del bambino, ma ci sono molti altri comportamenti che possono essere molto più sottili, ma hanno tuttavia un effetto simile sul bambino.

 

Un esempio: In Scandinavia l’attenzione è stata posta su un nuovo tipo di genitori che vengono definiti  genitori “curling" - caratterizzato dall’ intenzioni dei genitori di eliminare ogni singolo ostacolo nella vita del loro bambino. Essi spianano la strada davanti ai loro figli nello stesso modo in cui i giocatori di curling ripuliscono da ostacoli il percorso davanti alle loro pietre. Questo tipo di genitori non ferisce, fisicamente o emotivamente, in maniera diretta i bambini, tuttavia, il loro comportamento può essere nocivo per i loro figli come qualsiasi altra forma tradizionale di maltrattamento.

 

Sono convinto che le questioni di maltrattamento e abuso infantile sono per molti versi simili alle questioni del bullismo. Se leggete l’attuale letteratura sul bullismo, troverete che la vasta maggioranza di interventi e programmi di prevenzione sono sorprendentemente inefficaci (1). Pertanto, gli approcci più recenti suggeriscono nuove strategie che possono essere sbalorditive: invece di concentrarsi sul bullo e le vittime, essi suggeriscono di concentrarsi su quello che chiamano "il clima scolastico" (2). Essi suggeriscono che, se vogliamo avere un impatto sul modo in cui i bambini si relazionano tra loro, possiamo iniziare da noi stessi - il modo in cui noi ci relazioniamo con gli altri adulti a scuola e il modo con cui noi ci relazioniamo con i bambini.

 

Di fatto, le persone che hanno subito relazioni abusive durante la propria infanzia, tendono a riproporre questo modello. La ricerca ha dimostrato che tre tipi di rapporti positivi aiutano i giovani adulti a sfuggire al ciclo di abusi: una relazione con un adulto non appartenente alla famiglia di origine che li sostiene emotivamente, un rapporto positivo con uno psicoterapeuta, e un rapporto positivo con il proprio partner in età adulta.

 

Un altro esempio: Un tipo di intervento contro il maltrattamento è costituito da programmi di visite di operatori a domicilio, che cercano di aiutare le madri a fornire un'assistenza adeguata ai loro figli. È interessante notare che il successo di questi interventi dipende fortemente dal rapporto che i visitatori a domicilio sono stati in grado di instaurare con le madri.

 

Per questo motivo, sono convinto che la conoscenza della natura della relazione intima, è d’altissima importanza per gli sforzi di prevenzione, nonché per gli interventi. Il mio obiettivo è di presentarvi quello che io considero il lavoro più promettente inerente a questo argomento: quello del terapeuta familiare e scrittore danese Jesper Juul.

 

Jesper Juul è stato, per quasi due decenni, uno degli scrittori più influenti d'Europa sui temi della vita familiare e dell’ educazione. Alcuni anni fa, ha fondato il “Family-lab International”, un'organizzazione privata che ha come scopo di sostenere e incoraggiare i genitori e le famiglie. “Famigly-lab” è in rapida crescita ed è presente ora in più di una dozzina di paesi in tutto il mondo.

 

Gli scritti di Juul si concentrano in modo rilevante sulle relazioni tra adulti e bambini, ed egli offre molti spunti preziosi per coloro che cercano di stabilire relazioni positive all'interno della famiglia o nelle istituzioni pedagogiche (3). Egli è convinto che ci sia qualcosa che si può definire competenza relazionale e che tale competenza si può acquisire.

 

Leggiamo la seguente dichiarazione:

 

„There is no such thing as an infant. There is only an infant and his mother.“

Donald Winnicott, The Theory of the Parent-Infant Relationship (4)

 

Questa affermazione di Donald Winnicott mette in evidenza uno dei risultati più importanti della psicologia dello sviluppo, delle neuroscienze e dell'esperienza clinica nel corso degli ultimi cinquanta o sessanta anni. In quanto esseri umani, siamo fondamentalmente esseri sociali e il nostro sviluppo è profondamente legato alle interazioni a cui prendiamo parte. La famiglia è il nostro ambiente sociale più vicino e quindi di maggior rilievo. Le attuali teorie, si riferiscono alla famiglia come un sistema (5). Infatti, la famiglia è composta da diverse persone che s’influenzano l'un l'altro in modo reciprocamente reattivo. Le interazioni all'interno di una famiglia giocano un ruolo prominente per come ognuno di noi si sviluppa e cresce. In altre parole: la qualità dei nostri rapporti e soprattutto le nostre relazioni intime definiscono fortemente chi siamo e chi diventeremo.

 

Il rapporto coniugale non è l'unico rapporto che conta. Il sistema familiare inizia con il rapporto tra genitori, e questo rapporto è il supporto di base per ciascun genitore, quando affronta le sfide della vita. I comportamenti genitoriali e il benessere dei bambini dipendono fortemente dalla qualità del rapporto tra i genitori. I genitori che vivono matrimoni felici hanno generalmente capacità genitoriali efficaci e i loro figli sviluppano bene. Madri e padri che sono partner coniugali affettuosi e sensibili tendono ad essere anche genitori affettuosi e sensibili.

 

Purtroppo, è vero anche il contrario. I genitori che hanno un rapporto ostile con il partner, hanno difficoltà a dare la loro completa attenzione al bambino. Mentre il pianto del bambino può indurre loro di prendere in braccio e consolare il loro bambino quando sono tranquilli, quando sono sotto pressione la loro inclinazione può essere piuttosto di fare il contrario. Tenuto conto di tutte le ricerche disponibili, è stato recentemente stimato che il rischio di abusi sui bambini è da tre a nove volte maggiore nei domicili in cui i partner adulti sono in conflitto.

 

E 'importante per me chiarire che questo non significa che non ci dovrebbe essere nessun conflitto. Lungi da me. I conflitti non sono un segno di cattivi rapporti. Dimostrano soltanto che due persone con intenzioni diverse si incontrano tra loro e che sono in grado e hanno  il coraggio di esprimere ciò che hanno dentro – il che è un buon segno. Non sono i conflitti il problema, piuttosto il nostro modo di affrontarli. Tornerò su questo argomento in seguito. Volevo solo dirlo a questo punto, perché non voglio finire nei guai con tutti i divorziati presenti! Come vedrete in seguito, un buon rapporto non significa che avete bisogno di vivere nello stesso appartamento o che dovete vivere in uno stato giuridico matrimoniale.

 

Come Susan Golombok, direttrice della “Family and Child Psychology Research Centre” presso la “City University” di Londra afferma dopo un esame di differenti strutture famigliari: “What matters most for children’s psychological well-being is not family type – it is the quality of family life.” "Ciò che conta di più per il benessere psicologico dei bambini, non è il tipo di famiglia - è la qualità della vita famigliare. (nostra traduzione)"(6).

 

E 'importante sapere che i bambini che sono trattati con rispetto, trattano gli altri con rispetto. I bambini che vengono trattati con cura, hanno cura degli altri. I bambini la cui integrità non viene violata, non violano l'integrità degli altri. Il modo in cui ci comportiamo nei confronti dei nostri figli, determinerà il modo in cui essi trattano gli altri. E non si può mai sapere quanto ciò possa essere importante in futuro.

 

“The study of insecure attachment, lost love, and failed relationships has produced significant findings that are relevant to our lives. Indeed, relationship researchers have been successful in uncovering what does not work and have attempted to teach people how to correct their relationship problems. Nevertheless, most would agree that we all struggle with identifying the right things to do in relationships.”  “Lo studio sull’ attaccamento insicuro, amore perduto, e il fallimento delle relazioni ha prodotto risultati significativi che sono pertinenti alla nostra vita. In effetti, i ricercatori delle relazioni sono riusciti a scoprire che cosa non funziona e hanno cercato di insegnare alla gente come correggere i loro problemi nel relazionarsi. Tuttavia, la maggior parte di noi è d'accordo nell’affermare che lottiamo nell’individuare le cose giuste da fare nelle relazioni. " (nostra traduzione)

CR Snyder e SJ Lopez, Positive Psychology,  mia enfasi (7)

 

Penso che siate tutti d'accordo che generalmente abbiamo una scarsa conoscenza sul difficile tema delle "relazioni". E ne sappiamo pure meno sulla natura delle relazioni intime. Possiamo  avere qualche conoscenza sulle relazioni internazionali, sulle relazioni pubbliche, e così via, ma in merito alle relazioni private e intime, dobbiamo riconoscere che questa conoscenza non è molto utile.

 

Onde poter scoprire ciò che conta in relazione  ai rapporti intimi volgerò uno sguardo ad alcune ricerche di primo piano che riguardano le relazioni di coppia e le relazioni genitore-figlio. Spero che i risultati di queste ricerche possano aiutarci a comprendere meglio il significato dei rapporti stretti. John Gottman, per esempio, ha fatto ricerche approfondite sui legami matrimoniali (8).

 

Egli ha esaminato meticolosamente il modo in cui le coppie interagiscono e a messo in relazione i loro stili di interazione nei confronti dei divorzi e altri problemi coniugali. Ne ha concluso che i matrimoni possono andare male per differenti ragioni, ma anche, che i matrimoni problematici avevano alcune cose in comune: le coppie in difficoltà erano molto più propense a criticare, incolparsi ed essere arrabbiati l’uno con l'altro piuttosto di dimostrare affetto, accordarsi e approvare. Le coppie in difficoltà erano anche più inclini a reagire alla rabbia e alle critiche da parte del proprio partner, rispondendo con altrettanta rabbia e critiche ancora più intense.

 

Probabilmente non troverete che questo sia molto sorprendente. Questi sembrano essere risultati evidenti. Ma c'è una domanda importante da porsi: perché questo non dovrebbe valere anche per il rapporto tra adulti e bambini?

 

Mi chiedo cosa Gottman direbbe di una coppia che ha questo tipo di atteggiamento l’uno nei confronti dell’altro. Durerebbe tale matrimonio? Purtroppo, i bambini hanno difficoltà a divorziare dai loro genitori.

 

A questo punto, voglio tornare all'inizio della mia conferenza. Non sono solo coloro che abusano dei bambini che falliscono di dare ai loro figli ciò che è meglio per loro. I nostri tentativi quotidiani per crescere i nostri bambini possono essere altrettanto distruttivi.

 

Se mi permette di fare un breve riassunto delle scoperte di Belsky e Pasco Faron (9), direi che è importante che rispettiamo le altrui percezioni, i sentimenti e i pensieri, e che consideriamo seriamente i segnali e le reazioni che riceviamo dall’altro. Le persone della nostra famiglia non cercano di ingannarci, cercano di dirci chi sono, il che significa come si sentono, pensano, ragionano e così via. Stabilire una relazione intima positiva è possibile soltanto se ascoltiamo e rispondiamo in un modo che permette all'altro di sentirsi amato.

 

La psicologia tradizionale si è spesso interrogata sulle emozioni delle persone: Quanto i genitori amano i propri bambini? Questo non è sbagliato. Ma è importante sottolineare che il problema raramente è che i genitori non amano il loro bambino. Il più delle volte, il problema è che i genitori non sanno come trasformare i loro sentimenti amorevoli in un comportamento amorevole. Molto spesso questo accade con i genitori che non ascoltano.

 

Gli studi di Diana Baumrin sugli stili educativi (10) hanno qualcosa in comune con quelli precedenti: sottolineano l'importanza di un atteggiamento reciproco generale, che possiamo chiamare "rispetto". E 'importante per la qualità di una relazione che entrambe le parti si trattino con rispetto. Questo significa che ogni parte prende l'altro seriamente e incontra l'altro con una fiducia fondamentale; che i segnali e le risposte di lui o lei sono significativi e di valore.

 

Negli incontri tra esseri umani diversi, il rispetto inizia con l’interesse. Inizia con il nostro tentativo di vedere la realtà dell’altro, di come lei o lui "se la passa", come lei o lui vede le cose, come lei o lui si sente, pensa, e così via. Questo interesse per l'altro implica che cerchiamo di capire i segnali che riceviamo dall’altro, il che significa che prendiamo sul serio ciò che viene espresso, e che riteniamo che i suoi segnali sono significativi, anche se non li comprendiamo.

 

Parlando in generale, rispetto riguarda il riconoscimento di ciò che è. L'individualità di ognuno è preziosa e ha il proprio diritto di esistere. Non c'è un "oggettivo" buono o cattivo. Questo non significa che ci debba piacere ogni cosa, ma che è importante essere consapevoli del fatto che, a livello esistenziale, non dobbiamo giudicare.

 

Rispetto significa che ci diciamo reciprocamente che siamo interessati a chi siamo e che va bene essere come siamo.

 

Pertanto, voglio sottolineare che un buon rapporto esige che il rispetto sia reciproco, il che significa che entrambe le parti devono avere lo stesso atteggiamento di rispetto l’uno per l'altro. Altrimenti non verrà instaurato un rapporto positivo. Non dovremmo dimenticare questo fatto, e soprattutto quando ci relazioniamo ai bambini. Non è sufficiente che essi ci rispettano. Anche noi dobbiamo rispettare loro!

 

Il rispetto per l'altro in primo luogo non è un problema di comunicazione; è una questione di atteggiamento! Le persone sentono dopo un tempo molto breve, se siamo veramente interessati a loro, o se abbiamo appena imparato la pratica di cosa chiedere o dire, al fine di dare agli altri l’impressione che siamo interessati a loro. La competenza relazionale va più in profondità.

 

Non è né un metodo né una tecnica. Piuttosto, è una sorta di codice etico per i nostri rapporti, conformemente al quale teniamo le orecchie e gli occhi aperti per gli errori che inevitabilmente commettiamo, e di cui ci assumiamo apertamente la responsabilità. Secondo Jesper Juul, questo codice etico consiste in quattro aspetti centrali: responsabilità, dignità paritaria, autenticità, e dialogo.

 

Nei rapporti tra adulti e bambini, gli adulti hanno la totale responsabilità. Questo vale sia per le interazioni tra genitori e figli in una famiglia e tra adulti e bambini nelle scuole materne, asili, scuole e nella società.

 

Jesper Juul suggerisce alle persone, all’interno di una relazione, di lottare per la dignità paritaria. La dignità paritaria tra uomini e donne e tra adulti e bambini offre, secondo la sua esperienza, le migliori condizioni per ognuno di sviluppare e favorire l'avvicinamento e la comunità. Dignità paritaria significa che noi rispettiamo gli altri per ciò che sono. Inoltre, significa che tutti riconoscono le differenze reciproche e le considerano una risorsa per la comunità.

 

Come ho detto prima, le relazioni strette positive riguardano l’ intimità. Esse concernono l’incontro reciproco a livello esistenziale. (...) Una vera intimità è possibile solo se siamo abbastanza coraggiosi da essere autentici, il che significa che smettiamo di nasconderci dietro ruoli sociali, il senso comune, il razionalismo, e così via.

 

Autenticità significa anche che dobbiamo usare un linguaggio personale. Il linguaggio personale è anche conosciuto come messaggi dell’ “io”, e include espressioni come:

“Voglio ..., io non voglio ..., mi piace ..., non mi piace...”

 

Quando i desideri e i bisogni di due persone sono espressi e in contrasto con l'altro, è necessario una finestra di dialogo per raggiungere un accordo a un livello superiore.

 

La qualità della relazione è una parte centrale della responsabilità dei genitori a questo proposito è imporante che essi prendano l'iniziativa e attivamente lascino che i bambini esprimano i loro desideri e bisogni. In caso contrario, i bambini non impareranno a raccontarsi. Quello che impareranno è : impuntarsi nei dei genitori. Ciò significa che l’estraneità di entrambe le parti aumentano e che entrambi traggono la  conclusione che non ha senso cercare di parlare quando si è in un conflitto con altre persone.

 

Circa trenta o quaranta anni fa, i professionisti che hanno lavorato con le famiglie si resero conto che ciò che avevano imparato dalla psicologia dello sviluppo in realtà non corrisponde alle esperienze che avevano fatto incontrando le famiglie. Osservando le interazioni tra adulti e bambini, si sono resi conto che i bambini erano molto più competenti di quanto gli era stato detto.

 

Pertanto, scienziati come Daniel Stern ha iniziato a lavorare su un nuovo paradigma. Essi hanno osservato bambini nelle loro relazioni e hanno filmato le loro interazioni per poterli analizzare. Quello che hanno scoperto è che i bambini non erano incompetenti, come già affermato, ma che collaboravano, che erano umani, che erano competenti esattamente quanto gli adulti per quanto concerneva  la loro vita mentale ed emotiva. L'unica differenza era che avevano una minore conoscenza perché avevano avuto meno tempo per fare esperienza.

Il termine bambino competente significa, tra le altre cose, che le reazioni e i segnali provenienti dai bambini hanno sempre un senso, anche se non sempre li comprendiamo.

 

 

Bibliografia

 

(1)  Smith, P. K., Pepler, D. J. & Rigby, K. (2004) Bullying in Schools - How successful can interventions be?. Cambridge: Cambridge University Press.

(2)  Cowie, H. & Jennifer, D. (2008). New perspectives on bullying. Maidenhead: Open University Press.

(3)  Juul, J. (1999). Här är jag! Vem är du? Stockholm: Bonnier; Juul, J. (1995). Ditt kompetenta barn. Stockholm: Månpocket; Juul, J. & Jensen, H. (2009). Relationskompetens i pedagodernas värld. Stockholm: Liber.

(4)  Winnicott, D. W. (1960). The Theory of the Parent-Infant Relationship. Int. Journal of Psycho-Analysis, 41, 585-595.

(5) Brooks, J. (2011). The Process of Parenting. New York: McGraw – Hill (pp. 102-104).

(6) Golombok, S. (2000). Parenting: What really counts? (p. 104). East Sussex: Routledge.

(7) Snyder, C. R. & Lopez, S. J. (2007). Positive Psychology. The Scientific and Practical Explorations of Human Strengths London: Sage Publications Ltd. (pp. 320-321).

(8) Gottman, J. M. (1994). Why marriages succeed or fail and how you can make yours last. New York: Simon & Schuster; Gottman, J. M. (1999). The seven principles for making marriage work. New York: Crown.

(9) Belsky, J. & Pasco Fearon, R. M. (2008). Precursors of Attachment Security. In J. Cassidy & P. R. Shaver (Eds.), Handbook of Attachment.Theory, Research, and Clinical Applications. New York: The Guilford Press (pp. 295-316).

(10) Baumrind, D. (1978). Parental disciplinary patterns and social competence in children. Youth and Society. 9(2); Baumrind, D. (1988). Rearing competent children. In: Damon, W. (red.). Child Development Today and Tomorrow. San Francisco: Jossey-Bass.

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