Atti del congresso

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Susanna Mantovani
Professore di Pedagogia e Direttore del Centro Qua_si/Universiscuola presso l’Università di Milano-Bicocca

Laureata in filosofia, psicologa,  professore  di Pedagogia e direttore  del Centro Qua_si/Universiscuola presso l’Università di Milano-Bicocca dove è dal 2008 Pro-rettore vicario. Ha insegnato presso l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Parma e la Freie Universitaet di Berlino.  E’ stata fondatrice e  presidente del Gruppo Nazionale Nidi-Infanzia. E’ membro del Consiglio direttivo del Comitato Unicef Italia. Ha partecipato a numerosi progetti concernenti l’infanzia  tra i quali , in anni recenti, il progetto OCSE Starting Strong, il Progetto Interculture   (Fondazione Cariplo), il progetto Children Crossing Borders  (Fondazione Bernard Van Leer). La sua ricerca si è rivolta  all’infanzia, ai servizi e alle politiche per l’infanzia e la famiglia, alle relazioni tra adulti e bambini e tra bambini nei contesti educativi, alla formazione degli educatori  e , negli ultimi anni,  all’educazione interculturale e a infanzia e tecnologie. Tra le pubblicazioni  Attaccamento e inserimento. Stili e storie delle relazioni al nido ( con L. Restuccia e C. Bove, 2001) Manuale critico dell’asilo nido (con A. Bondioli,2004), Digital Kids ( con Paolo Ferri, 2008), Une créche pour apprendre a vivre ensemble( con G.Favaro e T.Musatti,2008)

La promozione della qualità delle relazioni nelle strutture d’accoglienza dei bambini: dalla teoria alla pratica

Riassunto

Durante la sua conferenza, la professoressa Susanna Mantovani ha cercato di suscitare una riflessione sulla possibilità di formare gli educatori dell’infanzia affinché essi siano in grado di sostenere la relazione con il bambino. La domanda centrale per la professoressa Mantovani è dunque stata la seguente: “È possibile formare al sostegno e alla relazione?”

Rifacendosi a presupposti relativi ai lavori di Mary Main (psicologa americana, conosciuta per i suoi lavori nell’ambito della teoria dell’attaccamento, ndr) la professoressa sostiene che, sebbene con cautela, questa può essere una buona base di riflessione anche per lavorare nelle situazioni educative. Inoltre, partendo dall’affermazione che lo sviluppo sociale, emotivo e cognitivo è fondato sulle relazioni, di cui i bambini hanno esperienza nei contesti d’apprendimento e nei sistemi di relazione in cui vivono, la professoressa Mantovani sottolinea l’attenzione alla contestualità, quale modalità per interpretare il comportamento di attaccament. Per quanto riguarda la definizione di relazione, la professoressa afferma che essa è composta da: “una serie di interazioni tra uno o più individui che hanno una storia e che quindi assume un significato nei vari contesti”. È dunque sempre importante aver presente il sistema ed il contesto. Descrivere e valutare le relazioni nel contesto non è facile perché è necessario tener presente i punti di vista  dei soggetti, il contenuto, il tono e l’intensità dello scambio, nonchè i significati che essi assumono in quel particolare contesto. Tuttavia è fondamentale capire quanto le relazioni educatore-trice – bambino sono una risorsa capitale e un fattore prottettivo importante per  lo sviluppo. La domanda che il gruppo di ricerca della professoressa si è posto è stata la seguente: “È possibile, per un educatore o un’educatrice a) mettere in pratica delle relazioni che possano essere considerate dei fattori prottettivi per i bambini; b) mettere in atto dei comportamenti che sostengano le relazioni dei genitori e dei bambini, nella fase delicata dell’inserimento al nido, uno dei primi grossi distacchi vissuti dal bambino.

Discorso completo

Durante la sua conferenza, la professoressa Susanna Mantovani ha cercato di suscitare una riflessione sulla possibilità di formare gli educatori dell’infanzia affinché essi siano in grado di sostenere la relazione con il bambino. La domanda centrale per la professoressa Mantovani è dunque stata la seguente: “È possibile formare al sostegno e alla relazione?”

Rifacendosi a presupposti relativi ai lavori di Mary Main (psicologa americana, conosciuta per i suoi lavori nell’ambito della teoria dell’attaccamento, ndr) la professoressa sostiene che, sebbene con cautela, questa può essere una buona base di riflessione anche per lavorare nelle situazioni educative. Inoltre, partendo dall’affermazione che lo sviluppo sociale, emotivo e cognitivo è fondato sulle relazioni, di cui i bambini hanno esperienza nei contesti d’apprendimento e nei sistemi di relazione in cui vivono, la professoressa Mantovani sottolinea l’attenzione alla contestualità, quale modalità per interpretare il comportamento di attaccament. Per quanto riguarda la definizione di relazione, la professoressa afferma che essa è composta da: “una serie di interazioni tra uno o più individui che hanno una storia e che quindi assume un significato nei vari contesti”. È dunque sempre importante aver presente il sistema ed il contesto. Descrivere e valutare le relazioni nel contesto non è facile perché è necessario tener presente i punti di vista  dei soggetti, il contenuto, il tono e l’intensità dello scambio, nonchè i significati che essi assumono in quel particolare contesto. Tuttavia è fondamentale capire quanto le relazioni educatore-trice – bambino sono una risorsa capitale e un fattore prottettivo importante per  lo sviluppo. La domanda che il gruppo di ricerca della professoressa si è posto è stata la seguente: “È possibile, per un educatore o un’educatrice a) mettere in pratica delle relazioni che possano essere considerate dei fattori prottettivi per i bambini; b) mettere in atto dei comportamenti che sostengano le relazioni dei genitori e dei bambini, nella fase delicata dell’inserimento al nido, uno dei primi grossi distacchi vissuti dal bambino.

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